fabrizio pizzuto

Fabrizio Pizzuto
COSA CHE FUGGE

Cosa che fugge nasce dalla stratificazione di più immagini utilizzate per una precedente videoinstallazione. Bande sonore riutilizzate e immagini sovrapposte si fondono assumendo una nuova vita.  Il video è un piccolo vibrare di poesia in movimento, un viso si sovrappone allo scorrere di pensieri, quasi annotazioni liriche. Le immagini si dispongono su più livelli sfumando e sfocandosi, raccogliendosi in digressioni e in divagazioni della mente, flusso vitale di coscienza e memoria. Nel lavoro video di Santini tutto sembra essere  sfocatura e assenza-essenza, inarrivabile e inconcepibile, delle cose e delle persone. Movimento imprendibile del muoversi stesso. Le immagini si sovrappongono e fondendosi assumono una nuova vita. Suoni dilatati e/o ‘reversati’  sovrapposti si rianimano. Il viaggio ha diverse locuzioni: andarsene, arrivare, abbandonare, muoversi verso o da. Diari intimi, annotazioni liriche,  flusso vitale di un vissuto della coscienza e della memoria si mescolano dentro ai vari piani. Ci troviamo camminando come pensieri o ricordi accanto a finestrini, reinterpretandoci come viaggi, uccelli, volti, pensieri, porte, animi combattuti, incerte annotazioni, nostalgia del presente e evocazione dell’assente, morbido e accarezzato occhio della mente e carezza della visione senza corpo, consolazione dell’inesistente.

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