le improbabili possibilità del visibile

enrico ghezzi
le improbabili possibilità del visibile

Ancora, per le improbabili possibilità del visibile di Mauro Santini, con Un jour à Marseille, São Mamede Lisboa e Calle de Atocha Madrid, Giornaliero di città e passanti… ho perso un po’ di tempo leggendo delle notizie che credo avrete letto già scritte su quello che passa nel sommario della notte, ma mi piacerebbe che passassero come passano a volte le notizie che in televisione strisciano su altre notizie, sui film addirittura, sui programmi di punta, come pubblicità spesso (è pubblicità “sottotitolare” in qualche modo), ma è appassionante quando poi le vedi mute, magari su una talking head, una conduttrice del Tg o altro giornalista a lungo inquadrato… Ma questo non ha a che vedere con Santini perché in realtà in Santini, in quel che mi piacerebbe… che a volte mi diverto a pensare come i santini di Santini, addirittura i fioretti… ma senza ironia, se non l’ironia rosselliniana appunto di Francesco giullare di Dio, con i suoi fioretti e con fioretti non da celebrare ma proprio da riofficiare; non si tratta di una celebrazione ma ogni volta di un rito nuovo, perché sono nuove, sono diverse le immagini. Ora, l’immagine di Santini, i santini di Santini, mostrano in maniera molto semplice ma proprio con un automatismo prezioso, che l’immagine che vediamo appunto non è mai ultima, non perché non abbia la definitività possibile dell’ultimo, ma appunto lui applica l’attesa, il rigore, il silenzio, il silenzio che quindi permette l’accogliersi, l’essere accolto di qualunque minimo rumore; in un certo senso è un bisbiglìo continuo mentale il suo cinema, perché ti chiedi… cerchi di riempirlo mentre è già anche piuttosto denso, no?
Praticamente lo vedi sempre in un quadro… Buona visione!

fuori orario

 

fuori orario / raitre, 13 febbraio 2012
a cura di roberto turigliatto
(trascrizione dalla presentazione)

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